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in 2021 with funding from.
University of North Carolina at Chapel Hill
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4
CORAL
L'INGANNO FELICE
FARSA PER MUSICA
3
DA RAPPRESENTARSI
NEL
R. C. TEATRO ALLA SCALA
Nella Primavera dell’ anno 1816.
MILANO
DALLA STAMPERIA DI GIACOMO PIROLA
dirincontro al R. €. Teatro suddetto.
/
PERSONAGGI.
BERTRANDO, Duca.
Sig. Savino Monet.
ISABELLA, sua moglie.
Signora Teresa Belloc.
ORMONDO, intimo del Duca.
Sig. Pietro Vasoli. ì
BATONE, confidente d’ Ormondo.
Sig. Giovanni Bottari,
TARABSTTO, capo de Minatori.
Sig. Filippo Galli.
MINATORI di ferro
di che non parlano.
SOLDATI. 44)...
La Scena è in Italia.
La Musica è del Signor Maestro
GioAcHINO Rossini.
La Scena è nuova disegnata e dipinta
el IRRARY dal Sig, PASQUALE CANNA.
3
In mancanza della Signora Teresa Belloc,
canterà la Signora Teresa Gioja.
, In mancanza del primo Tenore, supplirà il
Sig. Giovanni Carlo Berretta.
. In mancanza de’ primi Buffi, canteranno i
Signori Pietro Vasoli e Paolo Ferrari.
Muaestro al Cembalo
Sig. Vincenzo Lavigna. x
Primo Violino, Capo d' Orchestra
Sig. Alessandro Rolla.
Altro Primo Violino in sostituzione al Sig. Rolla
Sig. Giovanni Cavinati.
Primo Violino de’ Secondi
Sig. Pietro Bertuzzi.
Primo Violino per i Balli
Sig. F erdinando Pontelibero.
Primo Violoncello al Cembalo
Sig. Giuseppe Storioni.
Altro primo Wiolontello
Sig. Pietro Rachele.
Primi Clarinetti a perfetta vicenda.
Sig. Pietro Tassistro. -- Sig. Felice Corradi.
Primo Corno di Caccia
Sig. Luigi Beloli,
Primo Fagotto
Sig. Gaudenzio Lavaria,
Primi Contrabbassi. i
Sig. Giuseppe Andreoli -- Sig. Franceseo Iserik,
Suonatore d'Arpa
Sig. Clemente Zanetti,
Direttore del'Coro
Sig. Gaetano Bianchi.
i Da Li
Copista; e proprietario della Musica
Sig. Giovanni Ricordi,
CIEPEizone €) — II O
Inventore e disegnatore degli abiti ed attrezzi
S1g. Filippo Pistrucci.
ni ©
* Capo Macchinista
è. «© Sig. Francesco Pavesi.
_* Sotto-Capi
Signori
Antonio Gallina. -- Gervaso Pavesi.
È —atie DD RSI ge %
Capi 1lluminatori
Signori |
Tommaso» Alba. --. Antonio Maruzzi.
(è © — stu î
brani Capi Sarti
Da uomo | Da donna
Sig. Antonio Rossetti. Sig. Antonio Majoli.
ito ag?
Berrettonaro
Sig. Giosuè Parravicino.
Attrezzista
Sig. Ermenegildo. Bolla.
5
ATTO UNICO.
SCENA PRIMA,
Il Teatro rappresenta un Vallone che ha cin
prospetto una catena di montagne, per.una delle
quali si scende al piano dalla parte ché indica. la
strada comune. f)a: un lato una roccia con alcune
cavità che suppongono ingresso alle. miniere.
A canto alla roccia, esterno ‘della casa di Tara-
botto con porta praticabile. Dirimpetto un grande
arbore con una panca presso al medesimo. |
Tarabotto ch’ esce da una delle cavità
con. Piemaiaro, pe Isabeila. i
Tar. Cia dite La nostro Duca (vatlundo ai
Quì vicino adesso a noil Minatori)
. Non ti sei di già ingannato! (ad uno)
Tu scorgesti 1 fidi suoit (ad un altro)
Quì dall'alto mi vo’ anch’ io
Or di tanto assicurar.
Ritornate alla miniera
Voi frattanto a lavorar. (Gale: una mon-
tagna e si disperde, ed è Minatori rientrano
nella cavità. Rimasta vuota la Scena, esce
Isab. con in mano un ritratto giojellato che
sta contemplando assorta»in se medesima) —
Isab. Perchè dal tuo seno
Bandire la sposa,
Che fida e amorosa
Vivea sol per tel.
Fu un rio traditore!..
Fu un barbaro inganno!..
Eppure t'adoro,.
Benchè mio tiranno!
Ah solo sospiro
Provarti mia fè. (resta concentrata in
se medesima come sopra. Ricomparisce Tar.
che paria scendendo. 4sab. non s'avvede di lui)
— ar. Sì, egli è vero, è il Duca al certo...
. Isa. Dì, qual colpa è mai la mia!
Tear: Prepariamci... ( eccola. Sempre (scende,
savvede d’ Isab., e si mette ad.osservarla
avvicinandosele a poco a poco senza ch’essa
di lui s accorga)
Colla sua malinconia!)
Isa. Ma tant'odio, e perchè mai?..
Tar. ( Cos' ha in man che luce assai?..
Ora vedo, egli è un ritratto...
Veh vehl al Duca un po' più giovane
| Ei somiglia affatto affatto.)
Isa. Io son pur la tua consorte! (nasconde il ri-
Tar. (Sua consortel.. oh! cos'ha detto?..) tratto)
Isa. Unoscritto alsommooggetto(cavaun fog.)
Può condurmi... oh ciel! (s’accorge di
Tar., e nasconde il foglio)
Tar. P Che ascondi?
Isa. Tot. (assai confusa)
Tar. Un ritratto,
Lsa, Come]
Tar. i E un foglio.
Nisa, Nisa, a me rispondi
Vo' saper siffatto imbroglio.
i; ala
Isa. Agitata... mi confondo... .
Non so dir... parlar non oso..,
Ah mi tolga il ciel pietoso
Colla morte al mio penar.
Tar. Tu mi fai restar di stucco!..
Parla pur liberamente.
Ah.mì devi schiettamente
Ogni arcano palesar.
Ebbene, che nascondi
A Tarabotto?
Isa. Io? nulla.
Tar.Chiami nulla un ritratto
Contornato di gemme? Io veramente
Lo chiamo qualche cosa.
Isa. i . Egli è...
Tar. Il ritratto
Del nostro Duca. -
Isa. Ok ciell..
Tar. ‘Da chi l'avesti?
Isa. Da chi l’ebbi?
Tar. Ho ragione
D' esserne ben curioso.
Isa. Oh sorte! ©
Tar. E parmi
D'aver diritto a domandarlo.
E 1. PIQROA Voi!..
Tar.Io sono quello, che, son già dieci anni;
E sola ti raccolsi e semiviva
Sulla spiaggia del mare.
Isa. Oh rimembranza!
Tar.Che ti condussi a casa mia, che a tutti
( Poichè tu lo volesti )
Tacqui l'avvenimento,
E t'ho fatta passar per,mia nipote,
Come ognun pur ti crede.
Isa. E questa vita
In guiderdone io t'offro.
Tar. Eh dalle donne
Non voglio queste cose. Or bene, o parla,
O sei ingrata, e per sempre io t' ’abbandone
Pa
6 4
Isa. No, che ingrata non fu, nè teco il sono.
Tar. Dunque fuori.
. Isa. a Un arcano
Da cui la vita mia dipende ognora!
Tar.Tanto più vo saper...
Isa. Dunque risparmia
L'angoscia a un infelice di svelarti
L'orribile cagion del suo dolore.
Legsi e, se puoi, quì non'gelar d’orrore.
(da il foglio, che avea prima nascosto, e
,$ abbandona desolatamente sulla pancd).
Tar. apre e legge
» O voi, ch'io suppongo seguace d' umanità, sap-
» piate, che vive. in questi soggiorni la già cre-
» duta estinta Isabella vostra uoegi .. 1
» niquo e potente Ormondo le chiese affetti non
» permessi, e giurò vendetta del di lei costante
» rifiuto. Sorprese e tradì colla più’nera perfidia
» il cuore del di lei sposo, e la infelice fu con-
» dotta da Batone aderente ad Ormondo in una
» barca, e gettata poscia nell’ onde. Venite alle
» Miniere di ferro. Volate. Qual gloria per voi!
» V'attendeiltrionfo dell'onore e alta 4 innocenza.»
Voi signora!... (rendendole il fog.) Uh.. perdon..
(per inc hinarsele. Essa si leva impetuosa-
mente, e lo dico)
Isa. Che fai?... che fai?,..
Liberatore, amico e padre mioi
Tar.E fu questo Batone I
Che v'ha condotta al mar?
Isa. Dessor
Tar. E vha delto
Il perchè ?
Isa. Sol mi disse che il facea
D’ ordine del mio sposo.
Tar.Nè voi tentaste dopo ?...
Isa. E come mai?
LI da
Tar.E vero. Prese il Duca
Una seconda moglie. Opra fu questa
Di chi vera nemico, e lo scoprirvi
Lo stesso era che perdervi per sempre.
Isa. Or che dispose il ciel che gli sia morta
La nuova sposa, e viene a questa parte,
Ho allestito quel foglio, onde, se mai
Vi sia tra suoi seguaci
Qualch' anima onorata, | |
Tentar col di lei mezzo e occultamente
Di provar che gli son moglie ‘innocente.
Tar:Pensate bene... oh. diavolo | (osservando)
Vedo lì de’ soldati. Che venisse
1l Duca alle Miniere? ‘È
Isa. | Dio!... possibilel...
Tar.L' abito, 4 patimenti, a
Ch'hanno alterati i vostri lineamenti...
La distanza dei tempo...
Oh in somma avete core?
Isa. Da sfidar qualsivoglia aspro cimento.
(con gran forza)
Tar.Ebben... mi va passando per la testa...
(accendendosi e fantasticando)
Ma non ci lusinghiamo...
Oh se posso artivar!... vengono. Entriamo.
(entrano in casa)
SCENA IL
Soldati dalla Montagna, poi Bertrando
Scendono tutti.
Ber. Qual tenero diletto
Amare un vago oggetto,
Che in se costante aduna
Il merto e la beltà!
1*
10
Ma quanto è mal tiranna
La forza del destino
Se amare ci condanna ‘
Chi vanto tal non ha.
Ah più non vive, oh Diol
Quella che odiar dovrei:
Ma in rammentar di lei
Tormento Amor mi dà.
(Nè pon due lustri ancora cancellarti,
Isabella infedel, da questo corel..
Ah si pensi al dover.) (compariscono
Bat. e Orm., che scendono)
SCENA (Ill
Bertrando , Ormondo , Batone , e Soldati,
Ber. Ebben che tenta
Il Duca mio vicino?
Orm. Io non saprei...
Bat.Sarà vano il sospetto,
Ma i sensi suoi meglio indagar ci giovi.
Ber.Quindi è, che occulta via cercar conviene
— - Per prevefiirlo al caso...
Bat. i I In quelle rocce,
Che sono le miniere
Del ferro, questa strada
Forse che vi farà. Detto mi venne,
Che un certo Tarabotto
Capo de’ minatori
Alberga quì d'intorno.
... Da lui saper sì può.
° Ber. Di lui si cerchi,
Bui.Chjamerò a questa casa. Olà!,,,
1I
SUN A: BV,
Detti, e Tarabotto.
Tar. Chi chiama? (Uscendo)
Orm.Il Duca tuo signor quest'è che vedi (accen-
Tar.Che fortuna! m’umiliol... . nandogli Ber.)
Ber.Sapresti tu indicarmi
Ove soggiorna un certo Tarabotto
Capo de’ minatori?
. Tar.Eccolo a’ suoi comandi.
La sua piccola casa è quella lal.. 3
Ivi con Nisa sua cara nipote
Vive poveramente, ta
Ma sempre allegramente.
Ber. Avèr m'è d'uopo
Da te gran lumi. Seguimi
In quelle rocce. Ormondo, tu frattanto,
E tu, Batone, eseguirete quanto
lo v'imposi di già. (savvia alle cavità)
Tar.( Batone e Ormondo! oh ben venuti qua.)
(entra col Duca nelle cavità, seguiti dai Soldati.
Orm. parte)
SCENA V.
Batone, indi Isabella,
REI gian d’andar a farmi squinternare
Fra quelle catapecchie
Vorrei bere un pochetto. Ho proprio sete. a
Disse quell’uom che in casa ha una nipoté
Che ha nome Nisa. Chiamerò costei! x
Oh Nisa!... (chiamando alla casa) è»
Isa, Chi mi vuole?... ah! (per iscap-
pare. Egli glielo impedisce ; ed ella si na-
sconde il viso)
}
+2 ba
Bat. Cos'è stato?
Un uom vi fa paura?
Isa (Qui Batonel)
Bat. Io volea bere un po’ d’acqua...
Isa. Vengo... (per andare , sempre senza voltar-
si, ma egli la trattiene) à
Bat Oibò, che vedere io voglio i in prima
| Il vostro bel visetto.
Isa. (Isabella coraggio.)
Bat.Quest' è nuova d’ayvvero! lo sono un uomo.
Glarona oi
| Fate così con tutti?
Isa. Signor nò. (se gli fa ve-.
dere improveisamente)
. Bat.Oh! .. (con gran sorpresa dà indietro)
Isa. Che stupori mai! Sono una donna..
(contraffacendo Batone)
Fate così con tutte?
Bat. No veramente... ma... (fissandola con timore
(È lei, o non è lei?) e indecisione)
Isa. Or che mi avete
Veduta, vado a prendervi quest’ acqua.
Bat.M°è passata la sete.
isa. È curiosa! e perchè? |
Bat. (come sopra) Perchè!... perchè..
Isa. Se altro non v' occorre. (per andare)
Bat, (in tuono alto) ‘Quà; fermatevi...
Isa. E che diritto avete (imperiosamente suars
dandolo in modo marcato)
Di volet trattenermi ?
Bat (sbigottito un bdboy Oh nulla... nulla!...
Ma bramava..
Zsa. ##Qhe' cosa i;
Bat. ai Li NAC Vi dirò!...
Isa. Via, dite. |
Bat.( Ah che pensar, che dir'non so 1)
15
Una voce m'ha colpito
Dalla cima sino al fondo,
E se un peco mi confondo
| Mi dovete perdonar,
i ( Nel fissarle gli occhi addosso...
Di veder già lei mi pare,
Che soletta e abbandonata
Ho lasciato in preda al mare.
* Mi si scalda omai la testa,
Freme intorno la tempesta,
E al timor ed il sospetto
Già mi fanno vacillar.)
È ‘un'’casetto... ‘un romanzettò...
Sono cose ‘da risate..
Cara figha, perdonate,
Or di più: non so spiegar. (parte al
piano)
89"BEC E NA VAL ì
Isab., poi ‘“Parab; fas orata: dalle cavità,
Isa. pa restò indeciso. Ah mi' conviene
Usar somme avvertenze Il mio consorte
Certo un momento o l'altro a questa parte...
' (esce Lar.)
Tar. Signora, il Duca or or dalle miniere
Quà s' en viene. Veder brama un gine
Ch'io gli dissi che tengo,
Che contiene. la‘ pianta
Delle miniere e che gli è necessario
Per una militare operazione |
Ho pensato che vel ‘ghiel presentiate
Come nipote mia
Già sapete ove sta. Quando vi chiamo
Venite col disegno.
Vedrem da tale incontro cosa nasee
Onde saperci regolar.
14 |
Tio: (agitatissima) Io deggio ...
Tar.Per bacco! Qui ci vuol spirito e corel...
°.Mi prometteste.,.
Isa. E vero, e al sommo oggetto
(rimettendosi e parlando con gran dignità
ed energia) i
Tu vedrai, mio fedel, se ho un'alma in petto.
i (parte)
SCENA VII.
Bertrando che ritorna coi Soldati, e Tarabotto.
T a Gt protettor dell'innocenza, ajutami.
Quì convien sopratutto
Ch'io tenga gli occhi adosso
A quel briecon d''Ormondo e a quel Batone
Suo degno confidente. Ohl quanto io bramo...
Ma torna il Duca. A noi. Su cominciamo.
(î Soldati si ritirano all'ordine di Ber.)
Tar.Ebbene, ov è il disegno? i
Bar. Altezza, io sono
A chiederle una grazia.
Ber.Spiegati.
Tar. Ho una nipote
E brava e onesta e spiritosa, e tale
Che il bastone sarà di mia vecchiezza. ©
Ber.Me ne compiaccio. Ebben?
Tar. Se vostra Altezza
Si degna di permetterlo , ambirei
Ch' essa il disegno presentasse a lei,
Ber.Ben volentier.
Tar. Le ho detto già che in pronto
Tenga questo disegno. Figurarsil DR
La povera figliuola...
Oh non saprà in che mondo la sia,
Ber.Venga. Ove sta? SR a
15
Tar. ‘LA dentro in casa mia.
Nisal... o 3 Nisal., . il disegno... (chiamando
Pai . alla casa)
SCENA VIII.
Detti. Isabella con in mano una carta piuttosto
grande piegata. S' avanza lentamente e sempre
a capo chino.
Isa. dra Dio mi reggi!)
Tar. Avanti,
Avanti via.
Isa. Perdon.. (con voce un pò alsran)
Tar. Non ha coraggio (a Ber. che
nel fissare Isa. resta ciano sospeso)
La poveretta.
Ber. Sento con piacere ;'
Che vy'ama vostre zio. ©
Isa. Gli è tanto buono..
(timida assai)
Tar.Gli è tanto buono... Dagli quel disegno..,
(contraffacendola. Isa. fa un passo verso
Ber. poi si ritiene) )
E così? perchè fai la guardabasso ?
Ti par questa creanza!
Ber.La sua saviezza ammiro.
‘Isa. (Oh ingrato! oh ingrato!)
Tar.Or dov è quel tuo spirito? dov' è
La tua giovialità? non hai guardato
Ancora il tuo Signor.
Isa. Doyer... apetiole
(con passione)
Ber.(Qual voce mail)
Tar. Il disegno... hai tu capito?
Perdoni vostra Altezza..
Dagli il disegno, (Zsa.faun passo come sopra ec.)
E
Oh corpo di mia nonnal
Su quella testa, sul mettiti a tiro.
Isa. Il
Ber.
Tar.
Isa.
Ber.
Isa.
Tar.
Ber.
T. or.
Ber.
Ber.
disegno... ecco quà... (se gli fa vedere e
gli dà:con gran timore i disegno, ma
Ber. nella gran sorpresa trascura di rice-
vere la carta che cade in terra ed è rac-
colta da ‘Tarabotto)
Cieli che miro!
(Quel sembiante quello sguardo
Mette un gelo in questo cor.)
(Resta come il debitore,
Quando vede il creditore.)
(Benchè ingrato e crudo tanto,
Ah per lui mi parla amor.)
Voi! (come per volerle dire cosa impor-
tante, ma st ritiene sul fatto)
Signor!... (come. Ber.)
| Ecco il disegno. (interrompen-
Tua nipote!... dogli artifiziosamente)
(a Tar. con grand’ espressione)
v Mia nipote. (in aria d’in-
Il disegnoò!... differenza)
Ad altro istante. (s' astrae
fissando Isa. che si lascia contem-
plare, ma però artifiziosamente)
a 3
(Se la miro, sembra quella...
No, ch'estinta è la rubella...
Non si guardi più costei...
Una volta ancora... è lei...
A qual barbaro contrasto
Or mì guida un cieco ardor!)
(Perchè pria non ascoltarmi...
(Euardandosi reciprocamente)
Perchè ingiusto condannarmi...
« Non sì guardi più il-tiranno... (come
. decisi di non volersi più guardare)
Tar.
\
Isa.
Ber.
Tar.
Ber.
Isa.
Ber.
Isa.
Ber.
Isa.
&
Una volta ancora... oh affanno? (tornan-
dosi a guardare come per forza)
A. qual barbaro contrasto
Or mi guida un cieco ardor!)
(Quello va fantasticando..
Questa è mezzo fuor del mondol
Va il mio recipe operando..
Son per ora assai contento.
Incalzate l'argomento; (piano ad Isa.)
Conosciamo quel suo Cor.)
Io vedo che importuna (rispettosa)
Signor. v'è mia presenza.
Or dunque con licenza
Men vado via di quà. (per andare)
À me importuna? Ah no!
(in gran violenza ‘seco niedesimo)
Voi greta quì mi siete...
Anzi discara; andate!..,
No, no restar dovete..
Ella è nipote vostra? (vivamente a TI
Oh dubbio non ci sta!
E figlia -di Torello
Già quondam mio fratello;
E nata: da sua madre,
E ch'egli fu suo padre |
Tutto il paese al .sa. È
Ella somiglia oh quanto!... (vivamente)
Quasi è i me un incanto |.
Ah Nisal.. (con gran passione
avvicinandosi ad Isa.)
Permettete... incamminandosi)
Fermati. (împerioso)
Che volete? (si ferma e
dignitosamente gli risponde)
Mirarti. © aio subito)
A qual oggelto? _ (came sopra)
18
Ber.
Isa.
Ber.
Isa.
Tar.
T'u sell... (vivamente)
D'onor seguace, (interrompen-
E voi primo custode dolo)
| (con energia rispettosa)
Siete d’onor, di pace:
Perciò da voi pretendo
Del cor la libertà.
a 3
Qual voce! quali accenti!
Ascolta, resta, senti...
Lei vedo, sento lei,
Chiudetevi occhi miei,
O d’un funesto incanto
Vittima il cor sarà.
(Oh! cielo è troppo barbara
La mia fatalità.)
Signor, perdono, io vado,
(Ah quello è pentimento!...)
Di che parlate adesso?
speme al cor ti sento!
Quel vostro ignoto affanno
Mi desta in sen pietà.
(Oh! cielo è troppo barbara
La mia fatalità.)
Mi umilio.., (andiamo in guai.)
‘Via presto... (non capite!)
Altezzal... (basta omai.)
Quel vostro ignoto affanno (a Ber.)
Mi desta in sen pietà, —
(I batte e suda e pesta, |
Alfin sì vincerà.) (Isa. entra in casa,
con Tar. che ne sorte di nuovo e si
mette «ad osservare in disparte)
Va in casa... (via finite) (forte e piano)
sh)
SCENA IX.
Bertrando, Tarabotto in disparte, indi Ormondo.
Ber. entrata Isa., va passeggiando concentrato
in se stesso ed indica somma agitazione.
Tar. 10) la impressione è fatta, e sembra in bene )
Ber.No no, morta è Isabella.
Questa” è Nisa nipote
Di Tarabotto!
Tar. (Oh falla i conti.)
Ber. Or dunque...
(esce Ormondo)
Orm.Signor, tutto è disposto....
Ber. Intesi. Ascolta.
Fbbe in mare Isabella e morte e tomba?
Orm.E perchè... (esitando)
Ber. IL’ ebbe? (con. calore)
Orm. E° certo.
Ber. Eppur poc'anzi...
(st ritiene dal proseguir e)
(No per ora si taccia. ) lo vo e t'attendo.
Ove t'imposi in pria... (ad Ormondo)
(Quai prova angoseie mai quest’ alma mia.)
| (parte col seguito.)
SCENA X.
Ormondo, Targbotto in disparte, poi Batone.
Omar inchiesta ? qual suo gran turbamento!
(esce Batone)
Vien Batohe mio fido. (con un po’ d’ agitazione
Tar.(Sentiamo adesso questi galantuomini.)
Bat.Che vuol dir sig nor mio?
rm. Tu già vedesti
Isabella perir?
20
Bat. Sicuramente.
.. Ma perchè il. domandate?
Orm. Perchè il Duca
Mi chiese or or lo stesso.
Bat.Ch' egli avesse veduta la sipote
Di Tarabotto capo
Di questi minatori ?
Orm. E ciò che serve?
Bat.Che serve? Questa donna
Proprio è un pomo spartito
Colla morta Duchessa.
Orm. (con gran premura) L’ hai veduta?
Bat.E come |
Orm Che un destino a me nemico
Tratta salva Vl avesse ?
Bat. — Oh! cosa ditel
Orm Senti. Comando a te rapir costei (prende
a se Bat e gli parla in modo che Tar. al-
lunga il collo per sentire , ma inutilmente)
Tosto che st fa noite, e a me condurla.
Tar.(Non sento niente.) ;
Orm. A te darò sèguaci
Quai l’ uopo esige. Vo' vedere io stesso
Sì gran portento.
Bat. . Ma vederla or ora (con ap-
prensione e forte)
Quì voi potrete, senza ch'io sta notte....
Orm.k che? Non vo consiglio
‘ Ove possa temere un mio periglio.
Tu mi conosci, e sai,
Che a me non si contrastaî <
Servi al comando, e basta,
Nè osarmi replicar.
Sia l’opra appien compita,
O pagherà tua vita -
Un detto sol che possa
L' arcano -palesar. (partono)
La
2
SCENA XL dat
Tarabotto, indi Isabella che esce circospetta ,
e guardandosi intorno.
Tar. deciso. Costoro, in gran RE
L'hanno colla Duchessa, e questa notte
Le preparan \a festa.
Ma ci son 10 per bacco.... bi tat3
Isa. Amico, qui poc'anzi .
Di Batone la voce udir mi parve;
Tar.E' vero. Dite, v ha costui veduta? -
Isa. Sì, non è molto.
Tar. Ora ho capito tutto,
Isa. Forse sospetta?
Tar Sì, non v' inquietate.
Nella testa ho terribil progetto....
La notte s' avvicina...»
Ritorna il Duca....
Isa. Io fuggo. I
Tar. | Anzi restate
Vo’ che gli raccontiate i casì vostri.
Isa. Che pensi? come? ‘
Tar. Vel dirò. M' è di uopo.
Che assai lo interessiate. |
Isa. Eccolo.,.. oh-=dio!”
Seco è il tiranno mio,... |
Al vederlo, oh qual gelol —. 1
Tar.Coraggio!
Isa. Ed in chi mai sperar?
Tar. Nel cielo. —
SCENA XII:
Detti s Bertrando, Ormondo e seguite.
Ber.Ai nuovo dì col mio fedele Ormondo
(Tar, e Isa. s inchinano. Finchè Ber. par-
la ad Orm., Tar. parla piano ad Îsa.)
Parlerai sul disegno.
Tar.Altezza sì.
Isa. (Regger mi posso appena.)
Ber.(Vedila) (piano ad Orm.)
Orm. (Sorprendente somiglianza!)
Tar.(Ci siamo intesi.)
Isa. (Oh ciel! mi sforzerò.)
Ber.Nisa gentil, voi sempre. mesta ?
sa. Sempre.
Ber.E perchè ?
Isa. Pel più giusto
E fatale timore.
Ber.Timor di che?
Isa. Degli uomini. i
Orm.(marcatamente e fissando Isa.) Degli uomini!
Tar.E n ha ragion.
Ber. . Ragione ?
Tar. Aver dovea
Uno sposo... sì... no... s è poi ficcato
Il diavol di mezzo... e allor... che guail |
Diglielo tu, che meglio lo dirai. 3
Isa. Nò, ricordar non voglio un tradimento.
Ber. Voi tradita!
Isa. Ah nol fossi?
Ber.E chi fu il traditor? . SrL,
Isa. Deh! che. chiedete?
Ber.1l Duca ora vimpone
Far la vostra vicenda a lui presente.
Isa. Come può un innocente
23
Palesar senza affanno il suo dolore?
. Si, parlerò, se pur mi regge il cere,
Al più dolce e caro oggetto Ta
Io serbava un'alma amante,
Egli ardea d’eguale affetto,
Ed in noi regnava amor.
Quando un fellon m'invola
Il eor del mio diletto,
Più calma, oh dio! nel petto,
Non trova il mio dolor.
Ah} mi consoli almeno,
Chi prova in seno amor.
Ah! qual mai istante è questo,
Sento l'alma in sen gelar.
No, tormento più funesto,
No, di questo non si dà.
Ah! d'amore in tal momento
Sento il core palpitar. (parte)
SCENA KXIII.
Bertrando, Tarabotto, Ormondo.
Ber. Son fuor di me! Il mio caso! (resta as-
Orm.(La storia mia! affrettiamci sorto inse stesso)
Tutto a dispor pel rapimento. Io stesso
Nè veglierò, che di nessun mì fido.)
Tar.(Rumina pur. )
Orm. Signor, se ciò vi piace,
Or men vado a dispor pel nuovo giorno
Quanto già m'imponeste.
Ber.Va pur. Dimmi, o fedel, non è un portentol
L’udisti!.. (piano ad Orm.)
Orm. ( E che- perciò? Quale per lei.
Strana cura o signor?(*) Perdiam costei.) (p.)
(*) s'inchina al Duca, e dice da se nel partire.
/
e
SCENA XIV.
Bertrando, e Tarabotio.
. Va facendosi notte.
(Ber. resta assorto in se stesso)
CONA e tutto disposto,
È il gran colpo tentiam. Deve egli stesso
Scoprir l’ iniquo ) Altezza*.. ahime!.. (se gli
butta ginocchioni. Ber. si sorprende molto) .
Ber. Che fal?
Alzati. VE
Tar. No, se prima , ( parlandngli con voce
artifiziosamente. soffocata per-non essere
inteso dal seguito del Duca.)
Non sì degna promettermi
Di difender la povera
Nisa nipote mia. | © CD,
Ber. i Come? che dici?
lo difesa prometto... °° (Tar. si leva)
Chi ardisce farle offesa?
Tar. pat Quel briceone
Di cui poc’ anzi le ho parlato. A: sorte
Ho scoperto che allor che faccia notte
Quì verrà per tentare non so quale
Danno contro di lei. |
Siamo ‘alla notte, ed io, per non spaurirla,
Nulla le ho detto, ma 1l periglio è tale...
Ber. Chi è costui? dove stà? farò ch'ei tremi... -
T'ar.lo giuro a vostr’ Altezza,
Che se il briccon con arte non si piglia...
Forza non val.
Ber. Chel
Ter. ; L'è così. Di nuovo
Altezza a lei lo giuro.
‘25
Ber, Ebben, vivi sicuro, (vivamente)
Che quì a difesa sua farò che vegli
Un tal per cui punito il tradimento
Sarà col traditore in sul momento. (parte)
Tar.Chi esser può questo tal se non ei stesso?
> Andiamo tosto a far uscir di casa
Per il cortil la povera signora: i
Poi quì nascosti e stando in attenzione
Scoprirem l’arti ree di quel briccone.
SCENA ULTIMA
La scena è oscurissima
Tutti successivamente.
Batone, con seguaci armati, uno de’ quali ha.
un fanale da mano chiuso y e che dentro ha
un lume acceso.
Fal
Bat. 1 acita notte oscura
Deh! fa ch'io giunga al segno,
_ E l’opra e’l mio disegno
Ti prego secondar. |
Amici voi sapete (ai seguaci)
Chi vuol che ciò sia fatto.
Or dunque su accostiamoci. (s’accosta
alla casa, ed ascolta.)
Quì non si sente un gatto... (Saccosta
quello che ha il fanale)
Fa chiaro un poco...è aperto...
(trova aperta la porta)
Ci dà favor la sorte,
È Andiamo a lavorar. (entra co’ suoi
seguaci. Entrato ch'egli è, escono da un viale
a canto alla casa Tar.e Isa. e passano dall?
altra parte ascondendosi dietro l’arbore e la
panca. Isabella è vestita con. un abito nobè
le, ma umesso, 2
f
26
Isa.
Tar.
Isa.
\ai
ar
n:
Isa.
Perchè con queste spoglie
Vestita or mi bramate ?
Allor che v ho salvata
Vestita n’ eravate.
Ma dite a quale oggetto?
Ve lo dirà l’ effetto,
Venite e vinceremo
Non state a dubitar.
Ah ciel vacillo e tremo,
Non oso più sperar. (si celano. Esce
Ber. con seguito: Alcuni hanno delle fiaccole
smorzate, ed uno ha un fanale come sopra)
Ber. In quelle cave oscure
Celiamci, o fidi miei.
Perchè vid'io costei?
Perchè degg io tremar? (‘entra nelle ca-
vità col seguito con cui si mette in ascolto)
Isa. Mi balza il cor dal petto. (piano fra loro)
Tar. E'lui non ve l'ho detto? (esce Orm. e
xs... parla trovandosi poco discosto dal sito ove
sta Ber.inascolto.Egli è con un seguace solo)
Orm. Ch'entrato sia Batone,
Cheilcolpo abbiatentato?(stapensando)
Ber. (Ormondo!..)
Tar. (E' quì il briccone.
I sorci vanno in trappola. )
Orm Men voglio assicurar. (s’avanza verso la
Batone. casa da cui n’esce Bat. co suoi)
Bat. Signor mio |...
Orm Fbben l'hai tu rapita?
Bat. Di casa ell’è sparita...
Orm. Non credo se non vedo... (entra co’ se-
Bat. Entrate ... io non ho torto... guaci)
(esce a questo punto Ber. e sorprende
hì.. Bat.)
Ber.
‘ Taci o tu sei mortol
Lo
i;
Allor che torna Ormondo
Fa che ragion ti renda,
Perchè tal ratto imprenda,
Ed io stò ad ascoltar.
a4
Bat. Signor...sarà .., servito (con gran timore)
| (Ohimel.. che cado... in fosso:..
\ Mi vien la febbre addosso... |
In piè non posso star.)
Is.e Ber.) (Oh! ciel! l angustia mia
Mi guida a delirar.)
Tar. (Da brava, forti adesso, (plano ad Isa.)
Non c'è da dubitar.) (Ber. si rimette
Bat. Coraggio, Batone, al suo posto)
Ci va la tua pelle...
Facciamo il briccone
Ben chiaro parlar. (‘esce Orm. dalla
‘Orm. Che fiera disdetta! casa co’ suoi}
Bat. Pbbene ?
Orm. Non c'è.
Bat. Ma dite, e perch8
Rapir questa donna |
Orm. O dessa è Isabella
Già ingrata al mio amore , (Ber. fa gran
O tanto par quella, moto di sdegno)
Ch'io debbo tremar. LR
Bat. E avete deciso...
Orm. Che mora all’ istante ...
(incalzando il dialogo tutti due, e
parlando quasi forte, Bat. spiega
la più gran compiacenza) .
Bat. Perchè non volete...
Orm. Che viva un oggetto...
Bat. Che della vendetta...
Orm. Mi tolga l’ effetto...
28
Bat. E al Duca discopra..
Orm. 1 miei primi iligangilo . (esce Ber. con
è. Soldati che hanno ‘accese le fiaccole.
S' illumina il Teatro)
Ber. Tu sogni, t'inganni,
O vil traditor. {Orm. è disarmato ,
e tolto in mezzo dai Soldati)
Ber. Sposa oh dio! sposa ove sei ?
Fui sedotto, e ti perdeil. .(desolatissimo)
S' altro offrirti non poss io,
Abbi almenu il sangue mio.
(per cavare la spada. Esce Isa. con
Tar., e tr attengono Il Duca)
Isa.eTar. Ferma... ferma.
Ber, Tul.. chi sei? (ad Isa.)
Isa. Chi nel core, come in petto
Porta quel, cui serba affetto. (cava
dal seno il ritratto di Ber., che va
all’.eccesso dello sbalordimento ora
guardando Isab., ora il ritratto)
Ber. Tu il ritratto 1.. d' Isabella
Tu le vesti...
‘lar. (vivamente) È quella è quella,
Che da me fu un dì trovata
Sulla spiaggia mezza. morta,
Ch'è per opra mia rinata,
Che per voi or quì è risorta,
(colla più grande impazienza.)
Che le vesti le ho serbato,
Che il briccone ho smascherato ,
Che... non basta?..
Ber. Dio!.. ma degno,
(per istendere ad Isa.le braccia; ma si i Hitienb
Del tuo core ah! più non sono!..
Isa. Tu m'offrivi il sangue istesso!..
Ser pentito... io ti perdono.
(gli stende le braccia, e vi vola Ber.)
=
\ pe,
29
Bat. ( Ora tocca a me il sorbettol}
Tar. ‘ Viva viva il vero amor!
Ber. EF perchè nel rapimento (a Bat.)
L'opra tua fu all’'empio unita
Bat. Perchè fece a me il saluto,
Pagherai colla tua vita! .
(fa un moto d'ira verso Orm.)
Se la vita abbiam perduto,
-Non si compra un' altra volta.
Onde ... Altezze ... vedon bene..
(5 inginocchia y
Grazia a un figlio del timor.
Isa. Grazia a lui sia pur concessa.
Tar.e Bat. Benedetta! ognor la stessa |
Ber. Premio degno, o uom virtuoso, (1 Tar.)
Già t' appresta il nostro core :
Tratto altrove a giusto orrore
Tosto sia quell’'empio cor.
{i soldati conducono via Orm.)
Tutti.
Presto o tardi il ciel clemente
Tutti scopre 1 neri inganni;
E corona l'innocente,
E punisce il traditor.
FINE.
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LA GIOVENTÙ D’'ENRICO V.
BALLO DI MEZZO CARATTERE
IN QUATTRO ATTI
D'INVENZIONE E COMPOSIZIONE
DEL SIGNOR URBANO GARZIA.
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PERSONAGGI.
Ennico V., Ereditario della Corona d’ Inghilterréy
LA Principessa, di lui sorella.
Rocnesrer, Ministro, e ‘favorito del Principe.
| Micepi Cara, prima Dama d' Onore della Principessa.
ObpoarDo , primo Paggio del Principe, amante di Mess Bettì.
Dame, e Paggi d'Onore di Corte.
Copp, fu Capitano Corsaro, padrone d'una Taverna.
Bertì, sua creduta nipote, che poi si scopre invece
nipote di Rochester,
AnNA, sorella di Copp.
Accorrenti, e Servetiti alla Taverna.
Guardia notturna,
La Scena ha luogo nel Palazzo del Principe,
e nella Taverna di Copp.
Le Scene sono tutte nuove disegnate e dipinte
dal Sig. Giovanni Peproni.
32 PERSONAGGI BALLERINI.
Inventori e Compositori de? Balli
Sic. Grosa GarTANO, -- Sic. Ganzia URBANO:
. Primi Ballerini serj
Signora Millier Antonietta. - Sig. Titus Caterino. - Signora Copper Jenny.
Primi Ballerini per le parti serie
Sig. Boccì Giuseppe. — Sig. Nichli Carlo.
Signora Sevesi Serafina. -- Signora Bocci Maria.
Primi Ballerini per le parti giocose i
Signora Viganò Celeste. — Sig. Francolini Giovanni.
Primi Ballerini di mezzo carattere
, Signori |
Merant Francesco Zaverio, Grassi Gio., Trigambi Pietro, Ciotiì Filippo.
Altri Ballerini per le parti
Signora Bresciani Maria.
» Signori
Cherubini Antonio, Trabationi Giacomo, Bianciardi Carlo.
Allievi dell’ Accademia de’ Regj
Signore i
Bianchi Margherita, Soldati Giuditta, Alisio Carolina, Rossi Francesca,
Gregorini Adelaide, Sirtori Carolina, Santambrogio Maria,.
Zampuzzi Maria, Bertini Teresa, Brugnoli Amalia, Rinaldi Lucia,
Bianchi Angela, Grassi Adelaide, Trezzi Gaetana, Metalli Angela,
Valenza Carolina, Viscardi Giovanna,
Sig. Bianchi Francesco.
Cesarei Teatri
Corpo di Ballo
Signori
Nelva Giuseppe.
Casati Carlo.
Goldoni Giovanni.
Arosio Gaspare.
Sedini Luigi.
Parravicini Carlos
Gavotti Giacomo.
Prestinari Stefano.
Zanoli Gaetano.
Rimoldi Giuseppe.
Citterio Francesco.
Corticelli Luigi.
Villa Giuseppe.
Baranzoni Giovanni.
Tadiglieri Francesco.
Conti Fermo.
Signore
Ravarini Teresa.
Albuzio Barbara.
Trabattoni Francesca.
Bianeiardi Maddalena.
Fusì Antonia.
Nelva, Angela.
Barbini Casati Antonia.
Ponzoni Maria. |
Rossetti Agostina.
Feltrini- Massimiliana»
Bertoglio Rosa.
Massini Caterina.
Mangini Anna.
Costamagna Eufrosia.
Guzelloni Carolina.
Bedotti Teresa,
Taverna Rosa.
_. Supplimenti ai primi Ballerini
Sig. Nichli Carlo. — Signora Bocci Maria.
Sig. Grassi Giovanni. — Signora Bresciani Maria.
ATTO PRIMO.
Sala nel Palazzo del Principe 7
che dà l’ingresso a varj Appartamenti.
€) dvardo impaziente di recarsi dalla sua Bettì, passeg-
gia pensieroso per la sala. Rochester nel sortire dal suo
appartamento s'incontra con esso, lo conosce di cattive
umore, lo interroga, ed indovina esserne la causa amore,
Odoardo non può negarlo, quindi destramente insti-
gato da Rochester gli palesa il mome della sua amata,
ed il luogo della di lei dimora. ;
In quello, entra Miledi Clara; al di lei arrivo Odoar-
do si ritira per rendersi dalla sua Betti. i
Breve colloquio tra Miledi Clara e Rochester, espri-
mente la promessa reciproca di sposarsi, previa la So-
vrana approvazione.
Si presenta Enrico: Miledi, inchinato il Principe
passa negli appartamenti della Principessa.
Rochester interrogato da Enrico, gli risponde in aria
di scherzo di volersi maritare con Miledi Clara: Enrico
lo motteggia su tal proposito mostrandosi alieno dal per-
metterglielo, e lo invita a proporgli qualche tosa di più
significante per passar bene il resto della sera.
Rochester dopo breve riflessione, gli progetta con fran-
chezza di andar con esso alla Taverna di Copp, ove tro-
‘vasi un amabile Ragazza, ma che conviene cantbiarsi di
abiti per non farsi conoscere.
Piace talmente al Principe la proposta, che tosto chia-
mato un Paggio, gli commette di preparargli due abiti da
Matalotti, e del denaro. i
In quello, preceduta dalle sue Donzelle esce la Prin-
cipessa per invitare Enrico ad una festa.
Enrico ia prega di precederlo , mentre in quell’ istante,
un affare di somma premura lo trattiene, e quasi confuso
ne chiama in testimonio l’accorto Rochester che lo conferp:a.
La Principessa crede, consente, e rientra con le Donzelle.
Rochester fa avanzare i Paggi già pronti coi vestiti com-
b)
34 |
messi, e hon veduto dal Principe coglie it momento di
togliergli la borsa del denaro, per trarre a fine un suo pen-
siero capriccioso.
Impaziente Enrico di recarsi al luogo indicato corre a
travestirsi unitamente a' Rochester, imponendo ai Paggi
silenzio,
ATTO” SE: GONO:
Taverna di Copp.
Î camerini superiori sono occupati da varj accorrenti,
i quali giunta l'ora consueta se ne partono.
Giunge Copp, applaudisce la condotta di chi lo ser-
ve, e commette ad essi di chiamar la Nipote, ciò che.
si eseguisce. ‘
Si presenta Bettì, bacia la mano al Zio, dal quale è
colmata di carezze. Essa gli corrisponde con pari senti».
mento, e tutti giciscono del familiare e sensibile affetto.
Annunziato, entra Odoardo sotto l'aspetto di Maestro
di Ballo; egli è accolto con distinzione da Copp, che
gli propone di dar la consueta lezione alla sua Bettì in
quel luogo stesso; al quale effetto entra colia sorella nella
sua stanza a prendere la chitarra.
Gli amanti colgono questa occasione per confermarsi
il loro amore.
Copp ritorna,.e tosto si eseguisce la danza.
Compariscono Enrico, e Rochester in abito da Matalotto.
Odoardo nel vedere il Principe è per ritirarsi, ma
un cenno di Rochester gl’ impone di rimanere, e tacere
in qualunque circostanza.
Enrico fa osservare a Rochester, che quel giovine s’as-
somiglia perfettamente al suo paggio Odoardo; indi passa
alla tavola di ricreazione, cui Bettì assiste per ordine
del Zio.
Al termine della tavola Copp di già alterato dai scherzi
del Principe con Bettì gli presenta il conto.
Rochester inosservato parte, lasciando il Principe nell’
imbarazzo. 41
Enrico nell’atto di pagare non trova più la borsa del
denaro, non vede il suo compagno Rochester, e ne ri-
mane estremamente confuso,
39
:Copp. in questa circostanza mostra non equivoci segni
di diffidenza e chiede con sdegno d’esser pagato
Bettì mostra qualche dispiacenza per la situazione di
Enrico, e Odoardo ride: finalmente Enrico per sortire
da tale imbarazzo presenta il proprio Orologio a Copp;
priomettendogli di soddisfarlo nella mattina seguente.
Copp prende la mostra, e quindi crescendogli il con-
Cepito sospetto commette a Bettì, e a Odoardo la custo-
dia d’ Enrico, e parte di fretta... —
Il Principe, che teme avvenimenti sinistri, ambi pre-
ga di lasciarlo sortire: essi non possono giovargli, per-
chè chiusa la porta d’ ingresso
Enrico rinnova le-sue preghiere, porgendo un gemmato
anello ad Odoardo, che accetta: Bettì consulta se stes-
sa, e trova l’espediente di farlo fuggire per la finestra,
lo che succede all’ istante con l’ ajuto di una corda.
In tal momento ritorna Copp con la notturna guardia
per arrestare l’incognito, avendo scoperto che l’ erolo-
gio lasciatogli è quello del Principe.
Sente con sorpresa esser’ egli sortito per la finestra;
se ne sdegna, medita, e risolve di presentarsi alla Cor-
te; dà alcuni ordini alla sorella, e parte tosto con essa
e Bettì, unitamente alla guardia che lo accompagna.
Odoardo li precede accennando di restituirsi al suo
impiego per una strada più corta.
ATTO TERZO
Torna la Scena Prima.
bic vestito con l’ abito di Corte s’accorge del
ritorno del Principe, e per dimostrare ad esso l' esatto
suo servizio, finge dormire sopra due sedie a traverso alla
porta d’ingresso del Reale Appartamento. Si presenta
Enrico confuso per l’ avventura poco prima sofferta.
Vede il suo Paggio che dorme, e impedisce l’ine
gresso alla sua camera: gli dispiace, ma è costretto a
destario per cambiarsi di veste. ,
In questo Miledi Clara il sorprende, cogliendo que
momento per farsi firmare un foglio contenente la dilei
unione matrimoniale con Rochester,
36
Enrico senza leggerlo vi pone il suo nome, e tosto
entra nella sua camera. i
Miledi Ciara chiama Rochester, gli mostra il foglio sot-
toscritto dal Principe, ed ambi gioiscono del vicino loro
» contento,
La Principessa di ritorno chiede , del Principe. Egli
comparisce preceduto dai suoi Paggi.
Arrivo di Copp e Bettì, sviluppo di tutto I° accaduto
col mezzo dell'orologio, e dell’anello.
Sponsali di Miledi Clara, e Rochester; e di Odoardo,
e Betti, la quale viene riconosciuta e approvata nipote
di Rochester.
Si vanno a celebrare le feste nel Giardino Reale,
ATTO QUARTO,
Giardino Reale
Danza, e quadro finale.